Il monitoraggio dell’agricoltura sociale in Sardegna

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Clicca qui per accedere alla pagina dell’albo delle aziende multifunzionali tenuto da LAORE

A livello nazionale il primo riconoscimento di interventi che coniugano l’esercizio dell’attività agricola con la produzione di servizi sociali è la legge 381 del 1991 che ha disciplinato le cooperative sociali (clicca qui).
Allora non si parlava specificatamente di agricoltura sociale, né la legge la menziona dunque, ma l’articolo 1 al comma 1 ha affidato alle cooperative sociali ti tipo b) il compito di svolgere attività anche agricole finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. In realtà per agricoltura sociale oggi si intende, oltre all’inserimento lavorativo, molto altro ma quello fu un provvedimento che promosse l’avvio in tutta Italia di numerose cooperative sociali di inserimento lavorativo incentrate sull’agricoltura..

Restavano però escluse da quella norma le imprese agricole che non avevano la forma giuridica della cooperativa sociale e nel 2015, anche a seguito di un ampio dibattito che si era aperto a livello nazionale sul potenziale ruolo sociale delle attività agricole, viene approvata la legge quadro n. 141 recante Disposizioni in materia di agricoltura sociale, con il proposito di offrire una cornice alle attività di agricoltura sociale più ampia e adeguata ai tempi. Clicca qui per visualizzare la legge

A livello regionale la Regione Sardegna, si era dotata di uno strumento normativo pochi mesi prima dell’approvazione della legge nazionale.

Come altre amministrazioni regionali la Regione Sardegna però non ha adottato un provvedimento specifico per l’agricoltura sociale ma ha inserito le fattorie sociali all’interno di un provvedimento che norma tutte le principali attività cosiddette “multifunzionali” dall’agriturismo alle fattorie sociali: Si tratta della legge n. 11/2015, modificata con legge n. 19/2016). Clicca qui per visualizzare la legge

La legge regionale dedica alle fattorie sociali l’articolo 18 in cui oltre alla definizione del servizio sociale prestato dalle imprese agricole vengono specificati gli interventi che rientrano in tale definizione e come questi devono essere realizzati “mediante intese o accordi con i titolari di specifici servizi pubblici o privati accreditati”.

La stessa legge inoltre ha istituito l’Osservatorio regionale (clicca qui) e l’Albo regionale della multifunzionalità delle aziende agricole ed ittiche, gestito da LAORE (vedi primo link).

Nel 2016 la Regione completa l’inquadramento normativo delle attività multifunzionali con la delibera della Giunta Regionale n. 47/2 che disciplina le modalità di attuazione, le procedure amministrative, e ogni altro aspetto inerente lo svolgimento di tali attività (clicca qui).

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Le direttive di attuazione emanate del 2016 in aggiunta a quanto indicato nella legge, specificano le condizioni per poter esercitare attività sociali da parte di un’impresa agricola. Queste richiedono la presenza nell’organizzazione dell’impresa di almeno un operatore che si sia qualificato tramite specifici corsi di formazione affidati all’Agenzia Laore. Di tali corsi vengono anche indicati i contenuti e le condizioni per conseguire l’abilitazione. La frequenza ad un corso di formazione promosso da Laore rappresenta la principale condizione per poter richiedere l’iscrizione all’elenco regionale (clicca qui per accedere alla modulistica)